Per la Provincia di Trento la Valdastico nord potrebbe avere un ritorno importante sul tessuto economico, sociale e turistico. A dirlo il governatore trentino Fugatti ieri nell'ambito della presentazione alle categorie economiche e ai sindacati di uno studio commissionato ad una società specializzata attraverso Trentino sviluppo. L’analisi prende in esame gli effetti macroeconomici - in pratica l’incremento del Pil - connessi al progetto di allacciamento tra l'A31 e l'A22. Secondo lo studio, l'infrastruttura stradale renderebbe più competitivo il Trentino, avvicinandolo a Veneto e Friuli Venezia Giulia. Potrebbe ad un incremento turistico di circa il 20%, per un valore aggiunto di circa 84,5 milioni a favore del comparto dell’ospitalità trentina e dei settori collegati. In 16 anni, il valore aggiunto complessivo generato dalla realizzazione dell’arteria raggiungerebbe i 5,2 miliardi. Ovvero 323 milioni l’anno, a cui vanno aggiunti quasi 80.000 posti di lavoro complessivi. La nuova infrastruttura consentirebbe inoltre una riduzione dei tempi di percorrenza di circa 20 minuti per i veicoli leggeri e di circa 25 minuti per quelli pesanti nella tratta Trento-Vicenza. “È un documento utile per il dibattito,” ha concluso Fugatti.